Artigianalmente industriali: quando le competenze indirizzano il processo di pianificazione della produzione. Il caso DMM Spa.

  • 16-11-2016

Il 16 novembre 2016 alle ore 12.30 a Lazise (VR) Giacomo Frulla, responsabile programmazione della produzione di DMM Spa e Filippo Tonutti, Project Manager di Tecnest srl, presentano obiettivi, caratteristiche e risultati del progetto di Advanced Planning & Scheduling e Manufacturing Execution System (MES) realizzato in DMM Spa per pianificare e gestire i processi di produzione tenendo conto dei vincoli legati, non solo alla disponibilità di materiali e attrezzature, ma anche alle competenze degli specialisti.

prodotto DMM Spa sede negozio procacci FirenzeDMM è un’importante realtà manifatturiera italiana specializzata da oltre 40 anni nella lavorazione del metallo per il settore dell’arredamento e non solo, offrendo in prevalenza prodotti progettati su misura in accordo tra il cliente, gli architetti e i propri progettisti. L’azienda con sede a Montecalvo in Foglia (PU), infatti, è in grado di progettare e industrializzare il prodotto commissionato partendo a volte anche solo da un semplice schizzo su carta.

Un’altra caratteristica distintiva della DMM è la capacità di studiare e realizzare finiture speciali per dare al metallo effetti cromatici o texture particolari. Queste finiture possono essere eseguite solo manualmente da personale specializzato, per questo motivo l’azienda si definisce una realtà industriale, ma con un animo artigianale.

DMM spa metallo In un contesto dove le lavorazioni manuali e la competenza delle persone rappresentano il valore aggiunto, risultava fondamentale pianificare e gestire i processi di produzione tenendo conto dei vincoli legati, non solo alla disponibilità dei materiali, ma anche alle competenze degli specialisti. Un’attività che, eseguita manualmente, implicava un notevole dispendio di tempo e non permetteva di gestire eccezioni effettuando simulazioni o ricalcolando al volo il piano. Inoltre, non avendo visibilità sulla situazione in reparto e sugli ordini di produzione, non si aveva la percezione del carico di lavoro con impatti sull’affidabilità delle date di consegna concordate con il cliente.

Il 16 novembre a Lazise (VR) Giacomo Frulla, responsabile programmazione della produzione di DMM Spa e Filippo Tonutti, Project Manager di Tecnest srl, presentano obiettivi, caratteristiche e risultati del progetto di Advanced Planning & Scheduling e Manufacturing Execution System (MES) realizzato in DMM Spa per pianificare e gestire i processi di produzione tenendo conto dei vincoli legati, non solo alla disponibilità di materiali e attrezzature, ma anche alle competenze degli specialisti. Una soluzione, basata sulla suite software J-Flex di Tecnest, che ha permesso di avere una completa visibilità su processi e risorse, migliorare l’affidabilità delle date di consegna, ridurre del 30% i tempi per la creazione del piano di produzione e migliorare l’efficienza globale in fabbrica.

GLM 2016 Presentazione caso DMM Spa Tecnest

Quando:

L'intervento di Tecnest  è in programma il 16 novembre 2016 dalle ore 12.30 alle 13.00

Dove:

Il workshop si terrà all'interno dell'evento Global Logistics & Manufacturing Summit (16 e 17 novembre 2016)

Centro Congressi Hotel Parchi del Garda**** - Via Brusà n. 16/18 - 37017 Pacengo di Lazise (VR) - Italy

Iscrizioni:

La partecipazione all'evento è gratuita previa iscrizione sul sito dell'evento: http://glmsummit.it/

 

SCARICA LE SLIDE DELL'INTERVENTO DI FILIPPO TONUTTI E GIACOMO FRULLA DALLA NOSTRA AREA DOWNLOAD

 

Re-thinking the role of supply-chains: incontro e dibattito con la prof.ssa Janet Godsell

  • 28-09-2016

Il 27 settembre 2016 abbiamo partecipato, in qualità di sponsor, ad un interessante incontro e dibattito sull'evoluzione del ruolo della supply chain in relazione ai nuovi trend di mercato, organizzato da SCM Portal all'interno dell'iniziativa Supply Chain Innovation HUB.

A condurre il dibattito la prof.ssa Janet Godsell dell'Università di Warwick, docente di Supply Chain e Operations Strategy, che ha proposto una brillante sintesi sui principali trend che stanno coinvolgendo il manifatturiero, la supply chain e il mondo economico in generale.

Janet GodsellJanet Godsell ha racchiuso questi aspetti in 5 parole chiave che sono state oggetto della presentazione e del dibattito tra i presenti:

  • Industry 4.0
  • Circular Economy
  • Omnichannel
  • Market Mediation
  • Consumption Driven Supply Chain.

Temi apparentemente diversi ma che in realtà, come ha sottolineato la prof.ssa Godsell, sono parte di uno stesso grande processo di cambiamento al quale stiamo assistendo e assisteremo nel prossimo futuro. Per questo, pur essendo aspetti distinti, non vanno esaminati separatamente ma affrontati in modo congiunto.

Cosa ci siamo portati a casa: i punti chiave

I temi toccati sono quindi stati molti ed è difficile riassumere il contenuto dell'intero dibattito. Possiamo però provare a riprendere i punti chiave segnati sul blocco degli appunti, riportando alcuni spunti e considerazioni emerse.

1. Industry 4.0

Nei dibattiti in corso sul tema dell'Industry 4.0 si tende a focalizzarsi sulle nuove tecnologie coinvolte in questo paradigma, in realtà per fare il salto verso la quarta rivoluzione industriale non serve solo la tecnologia ma bisogna ripensare i propri processi di business. Industry 4.0 è un nuovo paradigma dove l'innovazione tecnologica e l'innovazione nei processi generano, assieme, nuovi modelli di business per l'azienda manifatturiera e per il sistema economico in generale.

2. Circular Economy

Con questo termine generalmente si intende un sistema economico in cui i flussi di materiali, sia biologici sia tecnici, sono pensati per potersi autorigenerare e in cui i prodotti, i componenti e i materiali sono progettati con l'obiettivo di estendere il più possibile la loro durata o di poterli ricondizionare, riciclare e rigenerare, riducendo la produzione di rifiuti.
Anche in questo caso non si parla semplicemente di riciclo dei materiali ma di cambiare il modello di business delle imprese. Il vantaggio competitivo non dovrà più basarsi sul prodotto in sè, e quindi sulla sua sostituzione, ma sui servizi ad esso connessi.
Per fare questo è necessario anche un cambio di mentalità nel consumatore: dobbiamo cambiare la nostra percezione per cui, a parità di performance e funzionalità, un prodotto nuovo debba per forza essere migliore e superiore ad uno vecchio.

Circular economy

3. Omnichannel

Il concetto di "omnichannel", spesso associato all'ambito retail, si riferisce in realtà a un modello di business  trasversale che mette assieme diversi canali di fornitura, di vendita e di comunicazione, sia fisici sia virtuali, con l'obiettivo di migliorare la customer experience. Attraverso l'utilizzo di diversi canali quali location fisiche, web, social network, mobile app ecc., il consumatore è in costante contatto con l'azienda e con il prodotto/brand e, viceversa, l'azienda può entrare in contatto con il consumatore e raccogliere dati e informazioni relative alle abitudini di acquisto.

Questo ha un impatto non solo in termini di marketing ma anche sulla pianificazione della domanda e sulla gestione dell'intera supply chain.

4. Market Mediation

Negli ultimi anni abbiamo assistito all'emergere di nuovi modelli di business della cosiddetta "sharing economy" che, attraverso l'uso di applicazioni web o mobile app, facilitano transazioni di beni e servizi tra privati o altre aziende. Queste nuove imprese di fatto si pongono come mediatori tra domanda e offerta di mercato. Il successo di questi nuovi modelli dipende da alcuni fattori quali il drastico abbassamento delle barriere all'entrata in determinati settori, anche grazie all'ausilio delle nuove tecnologie (ad esempio, se un tassista doveva necessariamente sapere a memoria le strade di una città, ora, con uno smartphone, questa conoscenza è a disposizione di tutti), la praticità di accesso e la convenienza economica del servizio per il consumatore/utente finale.

5. Consumption-driven supply chain

Come anticipare cambiamenti nelle abitudini di consumo?
Ad esempio si assiste oggi a una tendenza dei consumatori a fare la spesa più frequentemente in piccoli supermercati sottocasa, piuttosto che una sola volta alla settimana in grandi centri commerciali. Questo nuovo trend può danneggiare le grosse catene che hanno investito in grandi infrastrutture. E' quindi importante conoscere il consumatore e seguire le sue abitudini di acquisto nel tempo.

Come capire se il consumatore usa effettivamente il prodotto/servizio nel modo in cui era stato pensato dall'azienda?

Entrambe queste informazioni possono essere a disposizione delle aziende grazie anche alle nuove tecnologie, come ad esempio l'Internet of Things. Attraverso dispositivi IoT inseriti all'interno dei prodotti o dei negozi, è possibile, da un lato, fornire istruzioni al consumatore sull'utilizzo corretto di un prodotto e, dall'altro, raccogliere informazioni sulle abitudini di consumo.
Avere a disposizione queste informazioni, attraverso i molteplici canali online e offline (il concetto è infatti strettamente collegato a quello di Omnichannel) avrà impatti notevoli sulla supply chain e sui processi operations e produttivi. Si passerà da una gestione tradizionale a una supply chain "consumption-driven" dove il vantaggio competitivo si baserà sulla capacità di rispondere in tempo reale alle esigenze dei consumatori, di pianificare in modo flessibile i flussi di approvigionamento, produzione e fornitura attraverso la collaborazione e la condivisione di informazioni tra i diversi nodi e attori della supply chain.

Janet Godsell Supply Chain Innovation HUB

Spunti interessanti che lasciano aperto il dibattito e che ci fanno intravedere un futuro dove tecnologie, persone, organizzazioni e processi verranno coinvolti in un processo di cambiamento che è appena incominciato.

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Veronica Peressotti

Tecnest

Re-thinking the role of supply-chains: incontro e dibattito con la prof.ssa Janet Godsell

Il 27 settembre 2016 abbiamo partecipato, in qualità di sponsor, ad un interessante incontro e dibattito sull'evoluzione del ruolo della supply chain in relazione ai nuovi trend di mercato, organizzato da SCM Portal all'interno dell'iniziativa Supply Chain Innovation HUB.

A condurre il dibattito la prof.ssa Janet Godsell dell'Università di Warwick, docente di Supply Chain e Operations Strategy, che ha proposto una brillante sintesi sui principali trend che stanno coinvolgendo il manifatturiero, la supply chain e il mondo economico in generale.

Janet GodsellJanet Godsell ha racchiuso questi aspetti in 5 parole chiave che sono state oggetto della presentazione e del dibattito tra i presenti:

  • Industry 4.0
  • Circular Economy
  • Omnichannel
  • Market Mediation
  • Consumption Driven Supply Chain.

Temi apparentemente diversi ma che in realtà, come ha sottolineato la prof.ssa Godsell, sono parte di uno stesso grande processo di cambiamento al quale stiamo assistendo e assisteremo nel prossimo futuro. Per questo, pur essendo aspetti distinti, non vanno esaminati separatamente ma affrontati in modo congiunto.

Cosa ci siamo portati a casa: i punti chiave

I temi toccati sono quindi stati molti ed è difficile riassumere il contenuto dell'intero dibattito. Possiamo però provare a riprendere i punti chiave segnati sul blocco degli appunti, riportando alcuni spunti e considerazioni emerse.

1. Industry 4.0

Nei dibattiti in corso sul tema dell'Industry 4.0 si tende a focalizzarsi sulle nuove tecnologie coinvolte in questo paradigma, in realtà per fare il salto verso la quarta rivoluzione industriale non serve solo la tecnologia ma bisogna ripensare i propri processi di business. Industry 4.0 è un nuovo paradigma dove l'innovazione tecnologica e l'innovazione nei processi generano, assieme, nuovi modelli di business per l'azienda manifatturiera e per il sistema economico in generale.

2. Circular Economy

Con questo termine generalmente si intende un sistema economico in cui i flussi di materiali, sia biologici sia tecnici, sono pensati per potersi autorigenerare e in cui i prodotti, i componenti e i materiali sono progettati con l'obiettivo di estendere il più possibile la loro durata o di poterli ricondizionare, riciclare e rigenerare, riducendo la produzione di rifiuti.
Anche in questo caso non si parla semplicemente di riciclo dei materiali ma di cambiare il modello di business delle imprese. Il vantaggio competitivo non dovrà più basarsi sul prodotto in sè, e quindi sulla sua sostituzione, ma sui servizi ad esso connessi.
Per fare questo è necessario anche un cambio di mentalità nel consumatore: dobbiamo cambiare la nostra percezione per cui, a parità di performance e funzionalità, un prodotto nuovo debba per forza essere migliore e superiore ad uno vecchio.

Circular economy

3. Omnichannel

Il concetto di "omnichannel", spesso associato all'ambito retail, si riferisce in realtà a un modello di business  trasversale che mette assieme diversi canali di fornitura, di vendita e di comunicazione, sia fisici sia virtuali, con l'obiettivo di migliorare la customer experience. Attraverso l'utilizzo di diversi canali quali location fisiche, web, social network, mobile app ecc., il consumatore è in costante contatto con l'azienda e con il prodotto/brand e, viceversa, l'azienda può entrare in contatto con il consumatore e raccogliere dati e informazioni relative alle abitudini di acquisto.

Questo ha un impatto non solo in termini di marketing ma anche sulla pianificazione della domanda e sulla gestione dell'intera supply chain.

4. Market Mediation

Negli ultimi anni abbiamo assistito all'emergere di nuovi modelli di business della cosiddetta "sharing economy" che, attraverso l'uso di applicazioni web o mobile app, facilitano transazioni di beni e servizi tra privati o altre aziende. Queste nuove imprese di fatto si pongono come mediatori tra domanda e offerta di mercato. Il successo di questi nuovi modelli dipende da alcuni fattori quali il drastico abbassamento delle barriere all'entrata in determinati settori, anche grazie all'ausilio delle nuove tecnologie (ad esempio, se un tassista doveva necessariamente sapere a memoria le strade di una città, ora, con uno smartphone, questa conoscenza è a disposizione di tutti), la praticità di accesso e la convenienza economica del servizio per il consumatore/utente finale.

5. Consumption-driven supply chain

Come anticipare cambiamenti nelle abitudini di consumo?
Ad esempio si assiste oggi a una tendenza dei consumatori a fare la spesa più frequentemente in piccoli supermercati sottocasa, piuttosto che una sola volta alla settimana in grandi centri commerciali. Questo nuovo trend può danneggiare le grosse catene che hanno investito in grandi infrastrutture. E' quindi importante conoscere il consumatore e seguire le sue abitudini di acquisto nel tempo.

Come capire se il consumatore usa effettivamente il prodotto/servizio nel modo in cui era stato pensato dall'azienda?

Entrambe queste informazioni possono essere a disposizione delle aziende grazie anche alle nuove tecnologie, come ad esempio l'Internet of Things. Attraverso dispositivi IoT inseriti all'interno dei prodotti o dei negozi, è possibile, da un lato, fornire istruzioni al consumatore sull'utilizzo corretto di un prodotto e, dall'altro, raccogliere informazioni sulle abitudini di consumo.
Avere a disposizione queste informazioni, attraverso i molteplici canali online e offline (il concetto è infatti strettamente collegato a quello di Omnichannel) avrà impatti notevoli sulla supply chain e sui processi operations e produttivi. Si passerà da una gestione tradizionale a una supply chain "consumption-driven" dove il vantaggio competitivo si baserà sulla capacità di rispondere in tempo reale alle esigenze dei consumatori, di pianificare in modo flessibile i flussi di approvigionamento, produzione e fornitura attraverso la collaborazione e la condivisione di informazioni tra i diversi nodi e attori della supply chain.

Janet Godsell Supply Chain Innovation HUB

Spunti interessanti che lasciano aperto il dibattito e che ci fanno intravedere un futuro dove tecnologie, persone, organizzazioni e processi verranno coinvolti in un processo di cambiamento che è appena incominciato.

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Veronica Peressotti

Tecnest

Innovazione Tecnologica e CSR ai 50 anni di CNA Udine

  • 24-09-2016

Il 24 settembre 2016, nell'ambito dei festeggiamenti per i 50 anni di CNA Udine, l'associazione Animaimpresa ha organizzato un incontro con gli studenti delle scuole superiori sui temi dell'Innovazione tecnologica e della Responsabilità Sociale d'Impresa.

Tra i relatori anche Fabio Pettarin che, nella sua doppia veste di presidente di Tecnest e di direttore d'orchestra, ha parlato della complementarietà tra uomini e macchine, tecnologia e arte, aspetti scientifici e umanistici.

Di seguito l'articolo di Andrea De Colle pubblicato su Il Friuli Business di ottobre 2016 che riassume i contenuti della mattinata.

Articolo il friuli Business Tecnest Animaimpresa ottobre 2016

La sfida dei progetti IT in azienda: ridurre il rischio e gestire il cambiamento con un approccio agile

  • 06-06-2015

Sabato 6 giugno 2015 Tecnest e il DITEDI Distretto delle Tecnologie Digitali, presentano un workshop sul tema dello sviluppo software Agile, dal titolo  "La sfida dei progetti IT in azienda: ridurre il rischio e gestire il cambiamento con un approccio agile".

DI COSA PARLEREMO

Gestire un progetto IT in azienda, che si tratti dell'implementazione di un software dipartimentale, di un'infrastruttura informatica o di un sistema ERP, richiede notevoli risorse economiche e di tempo e implica il coinvolgimento di persone con ruoli e esigenze diverse.

È ormai noto che molti progetti di cambiamento e miglioramento aziendale che coinvolgono nuove tecnologie IT spesso falliscono per ragioni non correlate con la qualità delle soluzioni scelte.
Il rischio di insuccesso è ancora più accentuato nel contesto di incertezza e di cambiamento in cui ci troviamo oggi. Il mercato è diventato più competitivo e turbolento, le organizzazioni sono sempre più aperte e complesse, le esigenze, i processi, gli attori in gioco possono cambiare da un momento all'altro.

Come gestire quindi un progetto IT di successo in un tale contesto di incertezza?

Le metodologie "agili", nate nell'ambito dello sviluppo software ma poi estese a diversi ambiti di attività, sono state pensate per gestire il cambiamento attraverso un approccio iterativo ed evolutivo in cui risulta fondamentale la collaborazione e l'interazione tra i diversi attori coinvolti.

Attraverso la gestione di un caso pratico il coinvolgimento dei partecipanti, con esperimenti ed esercizi interattivi, Stefano Maraspin e Stefano Valle evidenzieranno le potenzialità delle metodologie Agile. Senza dilungarsi sugli aspetti teorici, ma fornendo spunti e chiavi di lettura per poter applicare immediatamente i concetti appresi, in modo da gestire con successo i progetti IT in azienda, riducendo i rischi e generando valore aggiunto.

Leggi la presentazione completa dell'evento e dei relatori

 

QUANDO

L'appuntamento è per SABATO 6 GIUGNO 2015 dalle 9.00 alle 13.00.

Seguirà aperitivo di saluto.

DOVE

Sede Tecnest in Via Nazionale 130/C a Tavagnacco (UD) - 7° piano

Come arrivare: Dall'autostrada A23 prendere l'uscita Udine Nord, proseguire lungo la SS13. Prendere l’uscita sulla destra direzione "Udine - Tricesimo", subito dopo il cavalcavia. Proseguendo, tenersi sulla sinistra e reimmettersi in SS13 (Via Nazionale) in direzione Udine Centro. Poco più avanti svoltare a sinistra in direzione Tricesimo - Cividale. Tenersi sulla sinistra ed entrare nel parcheggio del centro Direzionale Udine Nord. La sede è al 7° piano del palazzo.

La partecipazione è gratuita, per motivi logistici i posti sono limitati a 40 persone, si prega di registrarsi compilando il form al link.

Evento in collaborazione con DITEDI DIstretto delle Tecnologie Digitali

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